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pensieri incacchiati di un non sinistrato de sinistra

Posted by s3inn | agosto - 8 - 2008 | Commenti disabilitati su Libertà di scelta

Il tema delle libertà viene generalmente collegato alla politica, ai diritti civili, alla libertà di espressione, alla censura etc.

liberi di scegliere
foto da http://blog.libero.it/polveredimagia/

Ma le libertà possono riguardare anche la “vita digitale”.

Libertà Digitali

I problemi di libertà, in informatica, non vengono percepiti come una restrizione.

Faccio un esempio “reale” per meglio comprendere a quali problemi mi riferisco:

andate in comune per un certificato (di nascita o di altro tipo). Pagate il dovuto e ricevete un foglio bianco. Chiedendo spiegazioni l’impiegato vi informa che il certificato è stampato con un inchiostro particolare, visibile solo acquistando gli occhiali della marca XYZ che costano 100 €. Spiegate che il certificato deve essere esposto presso un’attività commerciale e quindi visibile e leggibile da chiunque. In questo caso vi viene spiegato che deve essere incorniciato con uno speciale vetro della ditta ZWK che costa 490 €.

Un comportamento del genere da parte della pubblica amministrazione dubito che verrebbe tollerato nella vita reale.

Libertà di scelta

Riguardo al software da usare, e sopratutto al formato dei documenti prodotti, la libertà di scelta può averla solo il privato. Un cittadino ha tutto il diritto di scegliersi il software che preferisce, sia esso libero, freeware o proprietario.

La pubblica amministrazione non dovrebbe avere questa possibilità di scelta. La pubblica amministrazione dovrebbe essere obbligata per legge a produrre documenti in formati liberi e accessibili a tutti.

Qualcosa si muove, ma non è abbastanza

Da un po’ di mesi la commissione europea raccomanda l’uso di formati aperti per la diffusione di documenti da parte delle pubbliche amministrazioni, consigliando l’uso del formato OpenDocument di OpenOffice al posto dello stra-usato Office di Microsoft.

Software e formati liberi

Aumentare la diffusione di software liberi e di formati liberi è l’unico metodo per costringere in futuro la pubblica amministrazione a rilasciare software liberi e formati liberi. Si chiama rivoluzione dal basso e qualsiasi cittadino sensibile al problema può fare la propria parte.
Basta sostituire, uno alla volta, senza stressarsi troppo, il maggior numero possibile di software proprietari con la controparte “libera”, sempre che ne esista una.

Cercate un’alternativa ai software che avete trovato preinstallati sul vostro computer: client di posta elettronica, browser per navigare, suite per ufficio etc. Cercate un’alternativa che possibilmente oltre ad essere gratuita (freeware) abbia una licenza “libera” (GPL, BSD, Apache, Mozilla etc.).

Se non avete la più pallida idea di quali siano i software “alternativi”, posso consigliarvi un sito che ne cataloga a centinaia, iniziate da Firefox e Thunderbird, o OpenOffice, cercate per categoria o per licenza (meglio Open Source).

Provare non costa nulla, solo un po’ del vostro tempo.

La mia esperienza

Spesso si tende a considerare il software libero qualitativamente inferiore a quello commerciale. In alcuni casi è vero, in altri è vero il contrario.
Io ad esempio con il mio OpenOffice già da parecchi anni esporto i documenti nel formato PDF, cosa che l’Office “originale” forse permette di fare solo dalla versione 2007 (non ne sono sicuro perché non l’ho mai usato). Ma la prossima versione del mio OpenOffice, prevista per l’autunno, mi permetterà anche di editarli i file in PDF, cosa che sulla controparte a pagamento non è possibile.

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